Marketing Editoriale
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Marketing editoriale intervista Roberto Bernocco, autore di Compagni di Viaggio, romanzo diventato famoso anche per la modalità di composizione. E’ stato infatti il primo libro scritto interamente al cellulare.

ME: Roberto, per prima cosa ti diamo il nostro benvenuto sul sito di me.com!

RB: Grazie a te per avermi concesso questo spazio, per parlare di me, del gruppo di lavoro che mi sta seguendo nei vari progetti e soprattutto dei miei sogni.

ME: Cominciamo con lo scoprire qualcosa su di te! Dove vivi, di cosa ti occupi, quali sono le tue passioni?

RB:Vivo a Bra, in provincia di Cuneo, e lavoro presso un Ente locale, come informatico, occupandomi di materia fiscale e contabile. La mia passione, come si può evincere dagli argomenti che tratto nelle mie opere, è la fantascienza, genere ormai definito da tutti in declino, ma che secondo me, può riservare ancora tante sorprese.

ME: Il tuo romanzo ha attratto in modo particolare i media perché è stato scritto interamente al cellulare. Com’è nata l’idea di una modalità di scrittura così originale?

RB: E’ stata una semplice necessità. Tutto nasce oltre due anni fa, quando, a seguito di un progetto multimediale fallito, io, insieme ad altre persone, abbiamo cominciato a sviluppare l’ambientazione che è fulcro di tutte le opere che stiamo sviluppando (romanzi, gioco di ruolo e fumetto).
Ovviamente tutto questo è stato sviluppato nei ritagli di tempo, e per un padre di famiglia come me, si fa di necessità virtù.
Viaggio in treno e ho cominciato a gennaio di quest’anno, a sfruttare i tempi morti, lontano da un computer.
Poi, capitolo dopo capitolo, ho sviluppato la prima parte della mia trama, che ha portato alla pubblicazione di Compagni di Viaggio.
Alla fine questo metodo è comodo, sufficientemente rapido e mi ha permesso di proseguire con profitto sugli altri fronti editoriali, in particolare sul il gioco di ruolo, dove si necessita per forza di cose, di un computer per la gestione della grafica e dell’impaginazione. 

ME: Dove trovi l’ispirazione per le tematiche che tratti nel libro? Qual è il segreto della tua vena creativa?

RB: In fondo basta guardarsi intorno. Tematiche come la lotta tra forze politiche e religiose, si pensi ad esempio alla Birmania, la paura per la clonazione umana e le sue conseguenze etiche, e qui faccio riferimento ai continui annunci sul progresso scientifico e sui moniti religiosi che ne scaturiscono, le denunce contro le lobby economiche, che manipolano l’andamento politico di intere nazioni, sono solo alcune, tra le mille sollecitazioni che arrivano dai media.
La fantascienza è sempre stata un pretesto per immaginare e sviluppare le proprie paure e le proprie speranze, e io non credo che ci sia strumento migliore che parlarne attraverso la lente di ingrandimento di un romanzo, innocente e senza pretese, ma che dipinge un mondo purtroppo, non troppo lontano dalla realtà.

ME: Da dove nasce il futuro poco rassicurante che descrivi nel tuo libro? Pensi che ci aspetti veramente uno scenario simile?

RB: Diciamo che ho voluto in qualche modo esorcizzare le mie paure. Se uno guarda con attenzione la storia dell’umanità, la nostra razza è divisa tra le alte aspirazioni e i bassi istinti primordiali e ci altaleniamo tra gli uni e gli altri, spesso con risultati poco edificanti.
Non mi sento di essere ottimista nei confronti del genere umano, ma spero che questo piccolo seme, questo piccolo monito possa, magari, far ravvedere qualcuno sulle scelte per il nostro futuro.








ME: E cosa ci dici a proposito di Faith Empire, il progetto che hai sviluppato contemporaneamente alla stesura del libro,

RB: E’ un enorme lago tumultuoso e dalle sue profondità fuoriescono idee, storie, immagini, che prendono forma anche grazie alle molte persone che oramai ruotano per la realizzazione di diversi progetti editoriali.
Il primo prodotto che dovrà uscire a febbraio 2008, sarà un manuale per un gioco di ruolo, sulla falsa riga dei più famosi Dungeons & Dragons e Vampiri, alla base di una serie di prodotti che svilupperemo successivamente.
Stiamo anche tentando di produrre un fumetto, su una trama specifica, ma sarà un’operazione lunga e laboriosa e per il momento deve ancora prendere forma.
Parallelamente continuerò nella realizzazione di altri romanzi, prosecuzione di Compagni di Viaggio, e credo che entro fine anno vedrà la luce il secondo capitolo della saga.
Il vantaggio di aver costruito un’ambientazione vasta e dettagliata è alla base tutti questi prodotti, che permettono diverse sfumature e spunti interessanti.
Ad esempio, all’interno del manuale di Faith Empire, ci sono diversi racconti brevi, che fanno da spunto ai futuri giocatori, per meglio immedesimarsi nell’ambientazione.

ME: Qual è il feedback che ricevi generalmente dai tuoi lettori? Che tipo di rapporto hai instaurato con loro?

RB: Per ora, posso solo dire che nei vari incontri con i lettori e i giocatori che hanno provato in anteprima Faith Empire, tutti sono rimasti affascinati dalla vastità e dalle peculiarità dell’ambientazione e mi hanno sempre fatto un sacco di complimenti. Purtroppo non ho ancora avuto feedback tramite gli strumenti web e quindi non posso esprimermi in tal senso.
Proprio per aumentare la divulgazione delle mie opere e di quelle del nostro gruppo, partecipiamo a fiere e manifestazioni del settore ludico, proprio per far conoscere al pubblico tutti i nostri prodotti.





ME: Scrivere un intero romanzo sul cellulare nelle situazioni più diverse! Ci potresti raccontare un aneddoto curioso che ti è capitato durante la stesura?

RB: Ero a cena, in un bar della città dove lavoro, e stavo ragionando su come evolvere la trama del mio secondo romanzo, quando vicino a me si siede un prete, magro, biondo, con i capelli tiranti indietro e con degli occhiali di forma rettangolare.
Appena seduto, estrae dalla sua borsa un palmare di ultima generazione e comincia a segnare appunti, telefonare, e trafficare con quello strumento per tutto il tempo che io sono rimasto a cenare.
Inconsapevolmente è diventato uno dei protagonisti di “Il Sogno e l’Incubo”


ME: Pensi che i nuovi strumenti offerti dalla tecnologia (cellulari, palmari, subnotebook) e le nuove modalità di scrittura influenzeranno la struttura dei romanzi moderni?

RB: Non credo che si possa parlare di influenza. Le scelte stilistiche che ho operato nascono più da esigenze e gusto personali che dai vincoli dello strumento usato.
Sicuramente le nuove tecnologie danno la possibilità a chi ha poco tempo come me di scrivere senza dover ridigitare un manoscritto, magari sviluppato sulla carta e risparmiare tempo. Ma è tutto molto soggettivo e dipende da come uno riesce a creare. Molti se non usano carta e penna non riescono ad ispirarsi, e quindi a loro la tecnologia non serve.

ME: Il tuo libro è stato pubblicato con un sistema POD attraverso internet. Qual è la tua opinione sul mercato dell’editoria? Pensi che l’editoria tradizionale sia destinata ad essere soppiantata dall’universo di internet o i due mondi si completeranno a vicenda?

RB: Credo che il P.O.D. sia ancora un mercato troppo acerbo per comprendere appieno le sue potenzialità.
Probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che il pubblico sposti le sue attenzioni dagli acquisti nelle librerie e si rivolga a internet, anche perché non ha qualcuno che lo guidi verso un acquisto soddisfacente.
C’è, a mio avviso, un problema di percezione della qualità e di fiducia verso gli esordienti che manca ancora, in Italia e verso questo tipo di offerta.
 
ME: Come abbiamo anticipato precedentemente, il tuo libro ha ricevuto un notevole interessamento da parte dei media. Come sei riuscito a raggiungere questo risultato? Quali sono le strategie che hai adottato per farti conoscere?

RB: Di fatto a parte un comunicato, diffuso da Lulu, durante la Fiera del Libro di Torino di quest’anno, non ho fatto nulla, se non rispondere alle innumerevoli interviste che ho ricevuto, soprattutto all’estero.
Il Sud America in particolare ha avuto molto interesse sia per il genere letterario che per il mio metodo di scrittura.
Sul fronte italiano non ci sono stati al momento, particolari riscontri anche se alcune eccezioni ci sono state. Ora sto cominciando a muovermi sul territorio locale, a fiere e a presentazioni, ma ancora molto deve essere fatto per una maggiore diffusione dei miei progetti.
Sicuramente una delle attività che spero di riuscire a concludere sarà la traduzione in inglese dei miei scritti proprio in virtù della maggiore attenzione che il genere ha all’estero. 

ME: Idee, propositi, progetti per il futuro? Cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni dal T9 del tuo cellulare?

RB: Di sicuro la conclusione della trilogia di Compagni di Viaggio. Il terzo romanzo è in fase di stesura e sono in fase di correzione del secondo.
Inoltre ho una decina di trame, tra una collana di racconti intitolata “Nati lo stesso giorno” che narra le vicende e gli intrecci di sette persone, nate appunto lo stesso giorno nell’ambientazione di Faith Empire.
Poi ho altri tre storie sempre di fantascienza, slegate dall’ambientazione del gioco di ruolo, che valuterò se portare avanti parallelamente o prima per fare, diciamo una pausa.
Credo, visto il trend attuale che passerò a un cellulare con la tastiera estesa, per riuscire ad aumentare la produttività, visto che ora per la stesura impiego due, tre mesi per circa settantamila parole.

ME: Se dovessi dare un consiglio ad un autore inedito che ha appena pubblicato la propria opera on line, quale sarebbe il tuo suggerimento?

RB: Osare, non vergognarsi e buttarsi anche in temi magari ostici. I lettori voglio emozionarsi e lasciarsi trasportare da una storia coinvolgente che li intrattenga e li intrighi. Credo che il miglior modo di parlare di sé e farlo attraverso la propria fantasia, ma bisogna anche avere il coraggio di farla conoscere questa creatività senza paura, anche a dispetto delle critiche.

Marketing editoriale ringrazia Roberto Bernocco per la sua gentile disponibità ed invita tutti i lettori a restare in contatto con il nostro sito per continuare scoprire tutti

      
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